Il parto del cane: durata della gravidanza e come si svolge

Pubblicato il 28/08/2020 da Manuela Veterinaria

«Oggi parliamo di come si svolge il parto naturale del cane, a quali segni prestare attenzione e quando è necessario ricorrere al parto cesareo.»

Categorie: Veterinari, cani, Carattere e socialità, Prezzi e Dove trovarlo, Cure e salute

Veterinari,cani,Carattere e socialità,Prezzi e Dove trovarlo,Cure e salute: Il parto del cane: durata della gravidanza e come si svolge

Dopo aver parlato di riproduzione e di ciclo estrale nella femmina, il passo logico successivo è andare a vedere cosa succede durante il parto del cane. Anzi, da prima: è fondamentale, infatti, prepararsi al parto e saper riconoscere i sintomi e i segni che indicano un parto imminente. Questo perché solo conoscendo le caratteristiche normali del parto è possibile capire se stia andando tutto bene o se qualcosa sia andato storto, cosa che richiede di contattare subito il veterinario nell'ipotesi di un possibile parto cesareo.

Sommario:

1. Gravidanza nel cane: durata e controlli veterinari

Ripassiamo velocemente la durata della gravidanza del cane. In media dura 60 giorni, ma in realtà il range varia da 58 a 63 giorni. Anzi: in alcune cagne il range è ancora più ampio, va da 57 a 71 giorni. Tutto dipende da quando si fa cominciare la gravidanza: parlando di data dell'accoppiamento, allora si va da 56-57 giorni a 71-72 giorni. Se ci si riferisce alla data dell'ovulazione, allora sono 62-64 giorni, mentre dal picco dell'LH diventano 64-66 giorni.

Madre e cucciolo

E' importante durante la gravidanza far fare dei controlli periodici ecografici al veterinario di fiducia. 

Se è vero che prima dei 20 giorni dall'accoppiamento, ecograficamente parlando, non si vede nulla, dal 20esimo giorno in poi è possibile monitorare ecograficamente la crescita dei cuccioli, controllare che ci sia abbastanza liquido amniotico, che le frequenze dei cuori si mantengano stabili e non rallentino, fare le misurazioni del caso...

Per quanto riguarda il numero dei cuccioli, invece, è necessario effettuare una radiografia dal 45esimo giorno in poi: dal momento dell'ossificazione delle ossa, infatti, è possibile contare letteralmente i crani o le colonne vertebrali presenti. Cosa impossibile da fare con l'ecografia: è un metodo più impreciso per il conteggio dei cuccioli in quanto con la sonda si rischia di contare magari sempre lo stesso cucciolo più volte. Oppure potrebbero esserci dei cuccioli nascosti dietro ad altri difficili da individuare.

2. Parto naturale: sintomi e come avviene

Prima di andare a vedere quali sono i sintomi e le fasi del parto naturale, conviene prima ricordare come prepararsi al parto.  

Madre con cucciolo

2.1 Preparazione al parto

Bisogna preparare per tempo la cassetta da parto. Questo vuol dire far abituare nelle settimane prima la cagna a quella cassetta. La cassetta deve essere di dimensioni consone a contenere la cagna e la cucciolata, deve essere facile da pulire e la base deve essere coperta con asciugamani o stracci con cui la cagna si farà la tana da parto. Deve essere collocata in un angolo tranquillo della casa, non di passaggio, lontana da altri cani e animali e soprattutto deve piacere alla cagna e farla sentire sicura. Nel caso contrario, infatti, la cagna si rifiuterà di andarci e rischiate che vi partorisca dove non deve (sul letto, dentro l'armadio, in una buca scavata in mezzo al giardino...).

Nel caso di cassette per il parto di cani di media e grossa taglia, conviene  mettere lungo tutto il perimetro delle barre a 10-15 centimetri: servono per evitare che la madre schiacci accidentalmente i piccoli quando si sdraia. Molte cassette, poi, hanno i bordi rialzati per evitare che i piccoli scivolino già accidentalmente rischiando l'ipotermia.

L'area in cui sarà collocata la cuccia, non dovrà essere troppo fredda e dovrà essere lontana dalle correnti d'aria. Buona norma sarebbe dotarsi di una lampada a raggi infrarossi, fondamentale soprattutto durante i primi giorni post parto in cui la temperatura ambientale dovrà essere un po' più alta. Nei primi giorni di vita del cucciolo, infatti, è bene che stiano a una temperatura di 29-32 gradi, mentre fra i 7 e i 10 giorni a 26 gradi e poi a 22 gradi. La zona deve essere areata, ma non in mezzo a correnti d'aria. Deve anche essere pulita.     

Consiglio generale: in previsione del parto procuratevi asciugamani, stracci e guanti usa e getta. Fra la rottura delle acque e perdite varie, vi serviranno di sicuro. Tenete anche a portata di mano filo e forbici nel caso tocchi a voi legare e tagliare il cordone ombelicale.

2.2 Sintomi e fasi del parto naturale

Non è sempre così facile individuare i primi segnali e sintomi di parto in una cagna. Questi sono alcuni dei segni a cui prestare attenzione:

  • la cagna diventerà sempre più nervosa e agitata: il problema è che non tutte le cagne diventano per forza più nervose. Alcune non trovano pace, si muovono di continuo, scavano dappertutto, ma altre continuano esattamente a comportarsi come prima
  • respirazione più frequente
  • smetterà di mangiare: anche qui non sempre succede. Ci sono cagne che continuano imperterrite a mangiare anche mentre partoriscono
  • la temperatura corporea: segnale fondamentale. La temperatura corporea scende di un grado nelle 24 ore che precedono il parto. Questo vuol dire che man mano che ci si avvicina al termine di scadenza, conviene misurare la temperatura mattino e sera per avere un'idea più precisa di quando la cagna dovrebbe partorire
  • dilatazione della cervice: durante i controlli, il vostro veterinario valuterà la progressiva dilatazione della cervice

Il parto del cane viene suddiviso per comodità in 3 fasi:

  1. Fase prodromica: questa fase può durare 6-12 ore o anche di più nelle primipare. E' la fase in cui la temperatura corporea scende di un grado, la cervice si dilata, arrivano le prime contrazioni uterine e la cagna perde il tappo mucoso. A proposito della perdita del tappo mucoso: molte persone lo confondono con la rottura delle acque, ma la perdita del tappo mucoso può avvenire anche alcuni giorni prima del parto. Le perdite tendono ad essere biancastre e appiccicose ed è un segnale di allerta: vuol dire che da lì a qualche giorno dovrebbe innescarsi il parto. Sempre in questa fase la cagna potrebbe diventare più nervosa, potrebbero esserci dei tremori e potrebber0 mangiare meno, alcune respirano più frequentemente, altre vomitano. E scava la tana. Il problema è che non è detto che sempre si vedano tutti questi segni. Magari non eravate in casa durante la perdita del tappo mucoso e la cagna nel frattempo si è leccata e ripulita, magari avete pensato che quei tremori fossero dovuti ad altro o che il fatto che non mangiasse dipendesse dal caldo: in fasi terminali di gravidanza qualsiasi atteggiamento deve far scattare un campanellino d'allarme
  2. Fase espulsiva: è la fase in cui le spinte diventano sempre più forti e in cui nascono i cuccioli. Non ha una durata fissa: dipende da quanti cuccioli sono presenti, da quanto sono forte le contrazioni e anche dalle dimensioni dei cuccioli. Tutto potrebbe durare poche ore o anche una giornata intera. Il primo segno della fase espulsiva è la rottura delle acque: vuol dire che il sacco allantoideo si è rotto. Dal momento della rottura delle acque è bene che il primo cucciolo nasca entro 2-3 ore: se passa più tempo allertate il veterinario. Lo scopo della rottura delle acque è quello di lubrificare il passaggio in modo che il cucciolo scorra meglio. Tuttavia se passano troppe ore, il liquido si secca e si crea maggior attrito, per cui il cucciolo difficilmente riuscirà a progredire e si rischia di andare sovraparto. Se tutto va come deve, si vedono i muscoli addominali che si contraggono, la cagna tende a girare su stessa e poi o si sdraia di lato o si posiziona come se dovesse fare i bisogni. Sta a lei scegliere come si sente più comoda. Per ogni cucciolo che esce, controllate sempre che esca anche la sua placenta (in questo modo potrete comunicare al veterinario eventuali ritenzioni placentarie). Solitamente è la madre che si occupa di rompere il sacco amniotico in cui è avvolto il cucciolo quando esce: lo rompe, spezza il cordone ombelicale mordicchiandolo e lecca il cucciolo per pulirlo, stimolare la respirazione e per stimolarlo a fare i bisogni. Nel caso non lo facesse lei perché magari è inesperta, tocca al proprietario legare e tagliare il cordone ombelicale (non tirate troppo e non legate troppo vicino all'ombelico per evitare ernie ombelicali). I primi cuccioli tendono a nascere molto velocemente, ma per gli ultimi passa più tempo in quanto devono avere il tempo di scendere dalla sommità del corno uterino fino alla cervice (questo però non vuol dire che se la cagna ha iniziato a partorire ieri mattina e non vedete più cuccioli da ieri a pranzo, vi ricordate di chiamare oggi il veterinario: va bene che chi va qualche ora in più, ma se passa troppo tempo vuol dire che qualcosa sta andando storto)
  3. Fase della lochiazione: in questa fase vengono espulsi i residui e le placente non espulse prima. E' normale che la madre tenda a mangiarsi le placente. L'espulsione di coaguli e materiali residuali potrebbe durare a lungo: se il colore diventa verdastro o marroncino, contattate il veterinario perché potrebbe essere insorta un'infezione

2.3 Come aiutare il cane a partorire?

E' necessario aiutare il cane a partorire? Sì e no. Ci sono cagne che si tranquillizzano se il loro proprietario sta vicino durante il parto, altre che diventano più nervose. Tutto dipende dal carattere del cane. Ci sono tuttavia diverse cose che potrebbe esservi richiesto durante il parto per aiutare la cagna:

  • cucciolo incastrato: capita talvolta che un cucciolo rimanga incastrato metà dentro e metà fuori la vulva. La tentazione è quello di tirarlo, ma attenzione: se non lo fate nel modo corretto o con troppa forza, rischiate di spezzare letteralmente il cucciolo. Contattate sempre prima il veterinario prima di tentare questa manovra
  • rompere il sacco amniotico: capita soprattutto con le primipare che non sappiano cosa fare quando esce il cucciolo. Se vedete che la cagna non provvede a rompere il sacco amniotico, dovrete provvedere voi a lacerare tutte le membrane fino a che il cucciolo non emerge
  • tagliare il cordone ombelicale: idem come sopra, se la cagna non provvede, dovrete farlo voi. Si tratta di legare con un filo il cordone ombelicale non troppo vicino all'ombelico e di tagliare poi la parte eccedente collegata al sacco amniotico
  • assenza di cure materne: se la madre non pulisce e lecca il cucciolo, toccherà a voi farlo. Munitevi di asciugamani e stracci e sfregate il piccolo, in modo da stimolarlo a respirare, a defecare e urinare
  • madre che non allatta: mettete anche in conto che la cagna potrebbe non avere latte per allattare i cuccioli o potrebbe non avere istinto materno, per cui si rifiuta di allattarli. In questo caso dovrete avere pronto del latte artificiale per cuccioli in modo da cominciare voi ad allattarli

3. Parto cesareo: quando avvisare il veterinario

Madre e cucciolo cane

Tutto quello che abbiamo visto prima riguarda il parto naturale, cioè la cagna che praticamente fa tutto da sola o con un minimo aiuto da parte nostra. Tuttavia a volte le cose non vanno come devono, il parto si blocca, i cuccioli non riescono a nascere ed è necessario ricorrere al parto cesareo per cercare di evitare di perdere sia la madre che i cuccioli.

Quando la cagna comincia a partorire, avvisate il veterinario in modo che sia allertato. Se qualcosa dovesse andare storto, infatti, è necessario che il veterinario allerti l'equipe chirurgica per effettuare un taglio cesareo. Qui vi mettiamo una serie di situazioni in cui potreste trovarvi e che richiedono di allertare subito il veterinario per concordare un eventuale taglio cesareo (per alcune razze, come quelle brachicefale, solitamente il cesareo viene concordato in precedenza col veterinario in quanto hanno maggiori difficoltà con il parto):

  • sovraparto: se sono stati superati i termini di gravidanza e la cagna non manifesta sintomi, contattate comunque il veterinario. A volte l'unico sintomo è un lieve tremore, quindi è possibile che la gravidanza si stia protraendo troppo con cuccioli in sofferenza sempre meno vitali
  • temperatura: se la cagna mostra ipertermia, c'è qualcosa che non va. O siamo in sovraparto o si è scatenata un'infezione
  • colore dello scolo: se compare dello scolo verdastro o di un brutto color marrone, è possibile che ci sia un'infezione dell'utero. Idem dicasi se sentite un terribile odore di marcio
  • sangue: durante il parto è normale che ci sia un po' di sangue. Ma se in un qualsiasi momento della gravidanza vedete uno scolo emorragico abbondante o un'emorragia vera e propria, allora c'è il rischio di un aborto
  • rottura delle acque: se passano più di 2-3 ore (qualcuno dice 3-4 ore) da quando le acque si sono rotte e non è nato nessun cucciolo, allora contattate il veterinario perché probabilmente il cucciolo non riesce a scendere o è incastrato da qualche parte
  • assenza di contrazioni: se la cagna ha poche o nessuna contrazione, ma il parto è iniziato, contattate subito il veterinario. Senza contrazioni, i cuccioli non potranno essere espulsi e andranno sempre più in sofferenza
  • troppe ore fra un cucciolo e l'altro: se passa un numero eccessivo di ore fra un cucciolo e l'altro, potrebbe esserci qualcosa che non va. Magari un cucciolo è posizionato male: se è messo di schiena, non riuscirà a progredire e bloccherà il canale del parto. Idem dicasi se è troppo grosso. Si parla in questi casi di distocia
  • cagna con sintomi di malessere: se la cagna ansima troppo, manifesta eccessivo dolore, collassa o ha qualsiasi sintomo sospetto, meglio contattare il veterinario

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