Bulldog Inglese, la gestione e le attenzioni

Pubblicato il 08/10/2021 da Isabella Milani

«Il Bulldog Inglese è veramente una razza problematica? Il Bulldog Inglese è un cane per tutti? Il Bulldog Inglese può cambiare la vita? Dove acquistare un cucciolo di Bulldog Inglese?»

Categorie: Allevatori, Bulldog, Cure e salute

Allevatori,Bulldog,Cure e salute: Bulldog Inglese, la gestione e le attenzioni

Articolo a cura di Francesco Traettino

La gestione del Bulldog Inglese

“So che è una razza problematica: un mio amico ha avuto moltissimi problemi”. Tante, troppe volte sono stato sottoposto a frasi simili, ritrovandomi costretto a intraprendere una difesa, spesso sterile, nel tentativo di convincere senza risultare ipocrita. Aldilà della passione e l’amore incondizionato che provo per questa affascinante razza, voglio affermare a gran voce che la difesa c’è ed è legittima. Il Bulldog Inglese non è un cane per tutti e, soprattutto, per tutte le tasche

Scrivo questo conciso articolo nella speranza di convincere anche solo una persona a intraprendere l’esperienza che ha cambiato la mia vita negli ultimi 10 anni: adottare un Bulldog Inglese.

La scelta del cucciolo

La condizione necessaria di partenza, quando cercate un Bulldog, è quella di rivolgervi ad un allevamento accreditato, specializzato nella razza e riconosciuto dall’ ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). Questo vi consentirà di ricevere una documentazione medica-conoscitiva utile a scongiurare una serie di patologie che possono presentarsi in assenza di una selezione scrupolosa. Inoltre un allevatore affermato avrà la competenza e l’esperienza necessarie a garantirvi un’assistenza duratura nel tempo, spesso più utile di quella di molti veterinari. Ricordiamoci che procurarci un cucciolo destinato a vivere una vita breve e insoddisfacente sarebbe motivo di grande sofferenza per noi e per lui. Una volta accertata l’affidabilità dell’allevatore, non vi resta che individuare il cucciolo più rispondente alle vostre aspettative estetiche e caratteriali. Sarebbe opportuno che l'allevatore lasciasse interagire i futuri proprietari almeno 20/30 minuti in modo da far scattare il consueto  “colpo di fulmine” che non lascia più spazio alle incertezze.
Prima di affidarli, però, è necessario che l'allevatore trasferisca al nuovo proprietario quante più informazioni possibili relativamente alla gestione del Bulldog e, soprattutto, assicuri di mantenere contatti regolari nei mesi successivi per accertarsi che il percorso di crescita del piccolo sia perfetto.

Piccole grandi attenzioni

Crescere in maniera corretta questi batuffoli di grasso viventi non è assolutamente impegnativo se si è disposti a dedicargli pochi minuti al giorno. Basterà impartirgli un’educazione di base (andatura al guinzaglio, comandi base, pulizia casalinga), alimentarlo nel modo giusto (quello consigliato dall’allevatore) e fargli fare una passeggiata ogni giorno. Un semplice trattamento igienico alla settimana (saranno sufficienti 10 minuti) basterà ad evitare cattivi odori e problematiche dermatologiche. Al di sopra di ogni aspetto, tuttavia, il nostro consiglio è quello di non fargli mancare mai attenzioni e coccole; per queste non conoscono limiti e saranno disposti a restarvi accanto all’infinito se gli concederete il vostro tempo. 

Se sarete disposti a rispettare una piacevole routine e a farlo sentire il vostro migliore amico, il Bulldog Inglese vi ricompenserà con la sua proverbiale simpatia e la sua grande lealtà: caratteristiche, queste ultime, che lo rendono a nostro parere, un cane che ha davvero pochi rivali nel mondo canino.

Francesco Traettino

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