Il linguaggio del Dalmata - parte seconda

Pubblicato il 13/09/2022 da Isabella Milani

«PARTE SECONDA - Ogni essere ha un proprio linguaggio. La razza Dalmata conosce molti modi per comunicare con il proprietario, esprimendosi sia gestualmente che sonoramente. Questo articolo esaustivo tratta la comunicazione del cane e, nello specifico, della razza Dalmata.»

Categorie: Allevatori, Dalmata

Allevatori,Dalmata: Il linguaggio del Dalmata - parte seconda

Articolo a cura di Cesare Filippelli, allevatore di Dalmata e intestatario dell'affisso MondoDalmata riconosciuto ENCI/FCI e Master Allevatore ENCI 2012.

IL LINGUAGGIO DEL DALMATA - Parte prima

Oltre al linguaggio del corpo, altri comportamenti sono tipici dei cani dominanti: non lasciare che una persona li sposti fisicamente da un luogo, ad esempio dal divano; essere possessivi nei confronti del proprio cibo, gioco o osso; obbedire di malavoglia ai comandi (lentamente e ringhiando); rifiutarsi di essere spazzolati o troppo accarezzati, rifiutando specialmente le pacche. 

Inoltre tendono a decidere quando giocare e quando smettere.
La "postura sottomessa" è invece caratterizzata da:
- orecchie rivolte indietro,
- coda tra le gambe,
- sguardo sfuggente e - posteriore basso.
Il cane che vuole dimostrare sottomissione attiva si muove basso a terra, quasi strisciante, e lecca la bocca dell'altro. Quando invece si arriva alla sottomissione passiva, il cane si butta a terra, pancia in su, mostrando la regione inguinale. Può anche arrivare ad orinare un poco, se particolarmente giovane od emotivo.

La "postura di invito al gioco" tipica è quella in cui il cane si pone con:
- il posteriore in alto
- le zampe anteriori in basso.
Con questa posizione il cane invita un altro cane o l'uomo a giocare con lui.
Lo scodinzolare viene generalmente interpretato dall'uomo come un segnale di amicizia e di felicità, ma non è sempre così. A volte può capitare di vedere due cani che si avvicinano cautamente, minacciosi e che hanno le punte delle loro code che si muovono velocemente. Il loro atteggiamento e la loro postura sono chiaramente minacciosi, ma, poiché scodinzolano, i proprietari interpretano questo comportamento come amichevole. Non è così.

 Un cane che scodinzola dimostra la sua intenzione di interazione e la sua agitazione, positiva o negativa. Per questo è molto importante saper "leggere" il nostro cane e le sue posture.

Come ultima parte di questo articolo, riporto uno schema utile per comunicare, attraverso il nostro corpo, con il cane. L'uomo infatti comunica con il cane non solo attraverso il linguaggio parlato (vocaboli di parole di comando come vieni, seduto, terra, ecc. intonazione, ritmo...), ma anche attraverso i movimenti del corpo che il cane è in grado di codificare perfettamente.

Posizione del busto:
- inclinata in avanti (approccio dominante e minaccioso: da evitare)
- verticale (neutra: OK)
- inclinata indietro (approccio sottomesso: da evitare)
Traiettoria di avvicinamento al cane:
- diretta verso testa o fianco del cane (approccio dominante e minaccioso: da evitare)
- indiretta, aggirando il cane e avvicinandosi a lui posteriormente (approccio amichevole: OK)
Lo sguardo:
direzione e persistenza
- diretto verso gli occhi del cane (provocazione al combattimento: da evitare)
- diretto verso la groppa (sguardo del dominante: da usare solo se necessario)
- continuo (approccio dominante o invito al combattimento: da evitare)
- interrotto (tregua o sottomissione o amichevole: OK)

La comunicazione acustica
Nel Dalmata spesso si presentano esemplari  detti "parlatori" capaci di emettere molti e diversi vocalizzi. La comunicazione acustica può avere una grande varietà di frequenza, intensità e modulazione nella trasmissione: abbaio, latrato, ululato, lamento, guaito, uggiolio, woof, brontolio, ringhio a bocca chiusa, ringhio a denti scoperti. Più i toni sono acuti, e più trasmettono insicurezza.

La comunicazione: il tatto
I Dalmata hanno una sensibilità tattile particolarmente sviluppata intorno al muso (cuscinetto nasale e vibrisse come per il gatto ). Le vibrisse compensano la vista a distanze molto ravvicinate (inefficiente sotto i 25 cm.). Si hanno poi i ciuffi sopraciliari, guanciali e labiali. Anche le sopracciglia sono sensibili alla pressione e alle vibrazioni. Vi sono diversi recettori tattili dislocati lungo il corpo, nonché recettori del caldo e del freddo e nocicettori (recettori per il dolore). 

Nel cane la comunicazione tattile inizia nei primi giorni di vita, quando i cuccioli sono inermi e si stringono l'uno all'altro per scaldarsi, perché non tutti sanno che alla nascita i cuccioli di Dalmata non sono in grado di auto regolare la loro temperatura e il contatto fisico dei fratelli  vicino la mamma oltre a riscaldarli, rassicura i cuccioli questa fase è molto importante per una corretta crescita. In seguito la comunicazione tattile si renderà indispensabile per il rapporto con i propri simili e, soprattutto, con l'essere umano.

Vediamo alcuni esempi: Il cane dominante poggia il muso o la zampa sulle scapole dell'altro cane o sul petto del proprietario. Nei casi in cui voglia ribadire la propria posizione gerarchica, il soggetto dominante monta l'altro individuo, cane o uomo che esso sia. E' invece tipico del soggetto sottomesso strusciarsi contro il fianco del partner, con le orecchie abbassate, le zampe flesse e coda sbandierata leggermente bassa. Colpetti muso contro collo o muso contro muso hanno valore analogo e possono essere uniti a leggeri colpetti o leccate e piccoli morsi.
La comunicazione tattile può essere utilizzata a scopo sessuale: nel corteggiamento, con naso e lingua nell'area genitale.
Anche se non ce ne rendiamo conto, il nostro modo di toccare i cani è determinante e può avere diversi effetti. Ad esempio: le pacche lo eccitano, mentre lente carezze a mano aperta, lungo il fianco, lo calmano e lo rilassano. La manipolazione del cane va attuata con la massima attenzione.
Esistono tecniche particolari, come il T-Touch, ideato da Linda Tellington ed esportato in tutto il mondo per i suoi sorprendenti effetti sul cane.

 IL LINGUAGGIO DEL DALMATA - Parte prima

Cesare Filippelli

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