La storia del British e la leggenda che ne racconta le origini

Pubblicato il 23/10/2019 da Isabella Milani

«Il British Longhair condivide la stessa storia e le stesse credenze del British Shorthair che è il progenitore. Il British Shorthair è il discendente dei gatti portati in Gran Bretagna dai Romani che furono successivamente incrociati con i gatti selvatici nativi. Storicamente il British Shorthair visse allo stato selvatico o quanto meno non fu riconosciuto e allevato come razza a sé sino al XIX secolo.»

Categorie: Allevatori, British

Allevatori,British: La storia del British e la leggenda che ne racconta le origini

L'articolo a firma di Cristiana Capone, intestataria dell'allevamento Red Carpet Cattery www.redcarpetcattery.com, presenta le caratteristiche primarie, il carattere e la morfologia del British. 

La storia del British

Cominciamo parlando del gatto British Shorthair (in inglese "britannico a pelo corto") che è una razza di gatto domestico. Il British Shorthair è il discendente dei gatti portati in Gran Bretagna dai Romani che furono successivamente incrociati con i gatti selvatici nativi. Storicamente il British Shorthair visse allo stato selvatico o quanto meno non fu riconosciuto e allevato come razza a sé sino al XIX secolo. Nella seconda metà dell'Ottocento Harrison Weir decise di selezionare la razza di questo gatto nella sua varietà blu e lo presentò per la prima volta all'esposizione felina del Crystal Palace nel 1871. I British blue furono per lungo tempo confusi e incrociati con i gatti certosini francesi, ma le caratteristiche del genotipo di queste due razze è alquanto diversa. 

Oggi questi incroci non sono più ammessi perché lo Standard di razza si è stabilizzato, sono invece apprezzate le diverse varietà di colore che si sono affiancate al tradizionale color blu. La popolarità della razza è diminuita dal 1940. Nonostante l'interesse mostrato per questa razza da una folta schiera di allevatori, la popolarità del British venne presto soppiantata da quella del Persiano e del Siamese. Fortunatamente alcuni allevatori ne continuarono la selezione. Così dalla fine della seconda guerra mondiale i programmi di allevamento si sono intensificati e la popolarità della razza crebbe di nuovo. Per un certo periodo i British Shorthair furono incrociati con i gatti persiani (perlopiù di colore Blue) per rendere il loro corpo più robusto e il pelo più soffice e folto e per dare al corpo e alla testa le rotondità che lo hanno differenziato dal gatto europeo. Nel 2001 è emerso che il British è la razza di gatto più diffusa in Europa.

La leggenda dei British

Secondo la leggenda, il progenitore del British Shorthair non abitava in Gran Bretagna, bensì in Egitto, ed era il gatto preferito del generale egizio Gasthelos e di sua moglie Scota, un gattone pasciuto e coccolatissimo, considerato effigie vivente di una divinità. Gasthelos, per ordine del faraone, inseguì gli ebrei in fuga sino al mar Rosso e, quando le sue truppe furono inghiottite dalle acque che si erano miracolosamente aperte per far passare i fuggitivi, per salvarsi dell'ira del faraone, decise di radunare i soldati superstiti e di tentare la sorte fuori dall'Egitto, partendo verso l'ignoto per fondare una nuova nazione. Naturalmente il gatto lo seguì e fu invocato come propiziatore di buona sorte.

Gasthelos e Scota si fermarono dapprima nel regno di Brigantium, l'attuale Portogallo, quindi proseguirono sino alla Gran Bretagna e si stabilirono in quella terra che chiamarono Scozia in onore di Scota. Il gatto mostrò di gradire molto la nuova dimora, si accoppiò con molte gatte che vivevano allo stato selvatico e da queste unioni nacquero i primi esemplari di British.

Cristiana Capone

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